| Federer insuperabile: Melbourne è sua |
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| Scritto da Eurosport | |
| Lunedì 01 Febbraio 2010 10:38 | |
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C'è chi ancora non è convinto che Roger Federer sia il più forte tennista di tutti i tempi. Una cosa è certa, oggi il migliore è stato sicuramente lui. Lo svizzero si conferma numero 1 del mondo e riconquista lo scettro australiano, dopo un'assenza di due anni, grazie al successo in tre set (6-3, 6-4, 7-6) sullo scozzese Andy Murray. L'ultima volta che l'elvetico ha trionfato a Melbourne è stato nel 2007, nel 2008 e nel 2009 si sono avvicendati Novak Djokovic e Rafael Nadal, ma ora Federer si issa nuovamente sul trono per la quarta volta. Dopo il 2004, il 2006 e il 2007, Roger cala il poker e con quello conquista il suo 16esimo slam. Ha vinto il migliore, non lo si può negare. Lo svizzero ha comandato per gran parte del match, I primi due parziali sono stati assolutamente perfetti, come dimostra il risultato finale, 6-3, 6-4 a favore dell'elvetico. Forse la troppa sicurezza ha tradito Federer nel terzo set, lo svizzero ha spento la luce e se l'è vista brutta, ma da grande campione ha avuto la forza di rimontare e non ha perso la concentrazione nei momenti importanti, andando a conquistare anche la terza frazione di gioco dopo un combattutissimo tie break. Ma andiamo con ordine. Federer inizia il primo set con il botto: mantiene il servizio e brekka immediatamente Murray, volando sul 2-0. Si tratta, però, di una fiammata temporanea perchè Andy risponde subito e pareggia i giochi. Sul 2-2 lo svizzero se la vede brutta: sotto 40-15 rischia di perdere nuovamente il servizio. Complice una buona prima Fed-Ex recupera ma di nuovo, sbaglia, questa volta con il diritto e concede la terza palla break del game. Ci pensa nuovamente il servizio ad aiutare lo svizzero che con un ace, alla fine, evita il break e si porta sul 3-2. il match prosegue equilibrato per un altro game, Murray pareggia i giochi, ma sul 3-3 si ferma. Federer acquista fiducia, diventa sempre più incisivo con la prima e insiste sulla destra dove Murray sembra accusare qualche difficoltà nella risposta. Il numero 1 del ranking non fatica a portare a casa il parziale che si conclude con 19 vincenti contro i soli 10 dello scozzese. La seconda frazione di gioco si svolge sulla falsariga della prima, con Federer che sull'1-1 si procura due palle break e con un gran passante incrociato di rovescio strappa il servizio all'avversario. Partita in salita per Murray che, però, mantiene alta la guardia, prova ad alzare il ritmo e ha la capacità di annullare due palle break nel quinto gioco e tre nel settimo. Il secondo set termina 6-4, ma il numero 4 del mondo dà segnali di ripresa. Il terzo set dovrebbe essere una formalità per Roger, ma lo svizzero se non si complica la vita non è contento. Complice un Andy sicuramente più aggressivo e in palla rispetto ai set precedenti, il numero 1 del mondo al sesto gioco perde il servizio. L'elvetico spegne la luce, sotto 3-2, finisce 40-0 sul suo servizio, ha una reazione d'orgoglio, annulla due palle break, la prima con un delizioso schiaffo al volo, ma non può nulla sulla terza. Murray ne approfitta e ben presto vola sul 5-2. E', però, nei momenti critici che esce la classe del campione ed è nei momenti critici che alcuni giocatori mostrano il braccino. E' il caso di Murray che non è in grado di capitalizzare il vantaggio e subisce un'incredibile rimonta: Fed-Ex inanella tre game consecutivi e pareggia i giochi. Sul 5-5 tutto fila equilibrato ed è il tie break a decidere le sorti dell'incontro. Murray con un ace si porta sull'1-0 e, complice un diritto troppo lungo di Federer, conquista un minibreak di vantaggio. 2-0 Murray che con il rovescio, però, perde il controllo della risposta: è 2-1. Di nuovo lo svizzero stecca con il diritto: è 3-1. La strada per lo scozzese sembra farsi in discesa, ma è un'impressione perchè Fed-Ex è numero 1 del mondo non a caso. La batosta subita da Del Potro nella finale degli US Open 2009 (avanti un set e 5-4 nel secondo, si è fatto recuperare e ha perso il match) gli è servita e Roger capisce che non può lasciare troppa iniziativa all'avversario. Recupera e si porta per la prima volta avanti nel tie break: 4-3. Di nuovo un errore permette allo scozzese di riagganciare il rivale elvetico e di volare sul 6-4, procurandosi due set point che, però, spreca malamente. Sarà così fino alla fine, i due sono protagonisti di un tie break al cardiopalma, entrambi hanno svariate possibilità di chiudere i giochi, entrambi le falliscono. Questo fino all'11-11 dove Roger annulla un altro set point a Murray e capisce che è finito il tempo degli scherzi. Ora si fa sul serio, e così è: lo svizzero si assicura il tie break per 13-11 e vince il suo quarto Australian Open. A Murray non rimangono che le lacrime. L'anno scorso su quel palco era Federer a piangere per la sconfitta nella rocambolesca finale contro un Rafael Nadal in grande spolvero. Oggi lo svizzero versa qualche lacrimuccia, ma è solo commozione. Il numero 1 del mondo porta a casa il suo slam numero 16, il primo da papà, una soddisfazione incredibile. Murray, invece, rimane ancora a bocca asciutta: è l'unico dei top-5 a non aver ancora vinto un torneo del Grande Slam. Fed-Ex lo rincuora: "Andy tranquillo, sei troppo forte, prima o poi lo vincerai anche tu". Prima o poi, per ora, comunque, il vincitore è ancora lui: Roger Federer.
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